
La corazzata Italiana Giulio Cesare, poi sovietica e il suo misterioso affondamento

Una storia ancora avvolta dalla nebbia dopo quasi settant’anni.
relatore il Contram. Michele SPEZZANO.
Una corazzata italiana realizzata alla vigilia della Prima guerra mondiale. Dopo essere stata sottoposta, a metà degli anni ’30, a radicali lavori di ammodernamento partecipa al Secondo conflitto mondiale. Persa la guerra, in virtù delle dure clausole del trattato di pace di Parigi del 1947, l’unità dove essere consegnata in “conto spese di guerra” all’Unione Sovietica. Nonostante l’opinione pubblica italiana sia contraria la nave viene ceduta ai sovietici nel 1949. La corazzata diviene la nave ammiraglia della flotta del mar Nero. I sovietici decidono d’investire tempo e denaro per ammodernarla. Siamo alla fine di ottobre del 1955, la nave ha appena completato un lungo ed impegnativo percorso addestrativo che le consentirà di svolgere i suoi compiti istituzionali. Nel tardo pomeriggio del giorno 28 ottobre la nave si trova alla fonda nella baia del porto di Sebastopoli. Sembra una notte come tante altre eppure alle ore 01.30 una tremenda esplosione scuote la grande nave. Nonostante i tentavi di salvare l’unità, che si trova a poche centinaia di metri dalla costa, la stessa si capovolgerà poco dopo le ore 04.00 causando la morte di oltre 600 persone dell’equipaggio